Non sono l’utente ideale. Ma voi avete sicuramente presente molto meglio di me quella strana pagina di geroglifici che i quotidiani pubblicano di solito in fondo al giornale: ci sono simboli, numeri, nomi, pallini colorati, stelline, sigle, orari: i programmi Tv, insomma.
Ma per me era un po’ come per un analfabeta leggere uno spartito musicale: non sente una nota.
Allo stesso modo: ci vuole perlomeno uno schermo, e l’uomo che vi passa attraverso foreste di simboli che l’osservano con sguardi familiari, perché quella pagina sveli i suoi arcani, e colori e suoni si rispondano…
Così ora che in casa c’è Sky, e c’è l’offerta, e ci sono tutti i canali, e c’è pure il digitale, e puoi registrare, e puoi sospendere e poi riprendere, e puoi programmare, e puoi rivedere, ora che tutti gli arcani sono svelati, i sette sigilli sono stati spezzati (nel senso che abbiamo installato tutto l’installabile), ora che anche l’agnello è stato immolato (nel senso che abbiamo deciso di cenare davanti alla tv), ora s’è fatto silenzio e ho visto finalmente una luce scendere verso di me: la cornucopia delle immagini e delle parole si è riversata generosa e abbondante anche in casa mia.
Ma davanti alla televisione ci sono sempre i bambini, il bastone del telecomando è nelle loro mani, e oltre Handy Manny, ahimè, non vado.
(Sta scritto: lasciate che i bambini vengano a me, ma è il contrario: è la tv che va dai bambini).
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