Ultimo post (come da accordi) per quest’anno della serie: io e Sky. Prima puntata qui, seconda puntata qui
Tiriamo le somme. Più di tanto il mio modo di vedere la tv non è cambiato, anche perché, già prima di partecipare a questa iniziativa congiunta di Liquida e Sky, ero titolare di un abbonamento al pacchetto completo. Il ricevitore My Sky Hd, che ti permette di registrare due programmi mentre ne guardi un terzo già registrato e che conserva nel suo capace hard disk fino a 140 ore di visione, è stato la classica ciliegina sulla torta: una gradita sorpresa, arricchita in più dalla possibilità di programmare ovunque mi trovi, via Iphone, attraverso una comoda app gratuita, le registrazioni (possibilità che mi ha davvero deliziata. Per dire: l’altro giorno, mentre ero in fila in banca, mi sono comodamente organizzata lo spettacolo serale per i successivi tre giorni. E comunque, per coloro che non possiedono Iphone, il medesimo scopo lo si può raggiungere tramite sms oppure on line). La flessibilità di utilizzo, la ricchezza delle proposte, la loro qualità, rendono l’offerta di Sky sicuramente valida: insomma, per perderti la visione completa di quel film che reputavi assolutamente indispensabile alla tua cultura cinematografica, a questo punto ti ci devi mettere di impegno. Non hai più scuse. E dunque, al termine dei sei mesi di utilizzo gratuito in relazione a questa iniziativa, credo proprio che mi terrò quello che già avevo, e magari, perché no? aggiungerò il Multivision stroncando definitivamente ogni tentazione di rissa casalinga fra i litigiosi membri della mia famiglia.
La televisione cosiddetta generalista è alla frutta. Gli strumenti per costruire in perfetta autonomia il proprio palinsesto personale ci sono tutti. Gli utenti cambiano la loro esperienza ma contemporaneamente anche moltissime altre cose si trasformano: per esempio la fisionomia del mercato pubblicitario legato alle rilevazioni auditel o le caratteristiche della manipolazione del consenso e della diffusione di idee attraverso lo schermo televisivo. Aggiungiamo anche la presenza sempre più significativa della Rete nella vita quotidiana: le stesse modalità di questa iniziativa promozionale lo dimostrano. Abbiamo, da un lato, il classico spot televisivo comparativo che mette a confronto, tramite una sceneggiatura fittizia, l’offerta digitale terrestre e quella satellitare; dall’altro il coinvolgimento di persone reali che vengono invitate a presentare e discutere in Rete i dati della loro concreta esperienza, fra l’altro senza che venga loro imposto alcun vincolo all’eventuale critica negativa. Secondo voi che cosa funziona di più in termini di credibilità? Il punto è che lo spot di Mediaset Premium per il momento viene visto da moltissimi, mentre l’audience del blog My sky hd experience è per forza di cose ben più limitata. Ma la strada è giusta e quindi non si può che approvare l’iniziativa messa in campo da Sky e Liquida.
Perché lo scenario cambi davvero, tuttavia, sarebbe necessario che nel nostro Paese la connessione a Internet fosse più efficace, più economica, capillarmente diffusa e maggiormente efficiente di quanto non sia adesso. Dovrebbe, in altre parole, attenuarsi l’entità del digital divide fra utenti consapevoli della Rete e, più in generale, dei media, e la massa dei consumatori passivi, di tutti coloro, cioè (e in Italia sono tanti, troppi), che continuano ad essere teledipendenti e si accontentano della mediocre programmazione proposta sia dalla tv di Stato che da quella commerciale (e magari pensano che Internet si esaurisca con Facebook). Accadrà, di sicuro, ma per il momento il processo è lento. Quando arriverà il momento, allora anche la tv satellitare mostrerà la corda. Visto che già ora, attraverso la Apple TV o la prossima Google television è possibile godere sullo schermo di casa di tutto quello che accade in Rete, e in più noleggiare film per la visione in streaming scegliendo da un catalogo sufficientemente ampio, sebbene la diffusione di questi aggeggi sia per ora limitata dalla velocità e dall’efficacia della connessione a internet e quindi restino prodotti di nicchia, un domani essi (o qualcosa di similare) potrebbero imporsi prepotentemente sul mercato. In che modo, allora, cambierà la fruizione di quello che passa sul piccolo schermo? Credo in maniera radicale perchè l’interattività e la possibilità di scelta che attualmente (se si manterrà la sua neutralità, beninteso) garantisce la Rete non hanno paragoni, nemmeno se confrontati con l’ampiezza dell’offerta attuale di Sky (e già da un po’ si discute di questo possibile scenario: solo che qui in Italia siamo sempre un po’ attardati): un’offerta che comunque vincola le scelte dell’utente ad una programmazione, per quanto ampia, in ogni caso decisa altrove (chi sceglie, ad esempio, i contenuti da inserire in Sky selection on demand, il catalogo preordinato al quale l’utente può attingere direttamente entro un determinato lasso di tempo per registrate il proprio materiale preferito sul My Sky?). Da questo punto di vista, mi ha fatto riflettere il post piuttosto critico di un mio ben più giovane compagno di avventura, che si autodefinisce un “quasi nativo digitale”.
Comunque sia, per il momento, non posso che consigliare l’esperienza con Sky, che resta sicuramente il miglior modo di fruire della televisione per quanti condividono con me età, classe sociale e formazione culturale: brave persone non giovanissime che hanno famiglia, appartengono al ceto medio, desiderano rimanere aggiornate e informate, non sono particolarmente interessate alle sciocchezze adolescenziali e post adolescenziali dei reality e hanno poco tempo a disposizione. Si dice poi che l’offerta relativa allo sport sia insuperabile ma, non interessandomi particolarmente al tema, posso solo offrire una testimonianza indiretta: effettivamente era il pacchetto di cui mio marito fruiva più frequentemente, assieme ai canali di informazione.
Per quanto mi riguarda, questa esperienza ha finito per stimolare la mia curiosità. Continuerò a studiare le implicazioni connesse ad un utilizzo, diciamo così, “non convenzionale”, della tv e dei media in genere: temo che le mie finanze saranno ulteriormente messe alla prova dall’acquisto di altri gadget tecnologici “a tema”, tanto per operare ulteriori confronti. Figuriamoci se posso rimanere indietro.
O forse sarebbe preferibile che spengessi tutto e mi dedicassi alla sana lettura di un bel libro cartaceo (non parliamo di ebook, per carità, altrimenti ricado nella tecnomania)? Mi capita di pensare che non sia stato ancora inventata per l’intrattenimento una tecnologia tanto semplice, economica, flessibile, interattiva, condivisibile, disponibile in ogni circostanza e occasione, e per di più resistente all’usura del tempo, agli urti, alle cadute, come quella caratteristica del buon vecchio tradizionale libro. Alla faccia di tv on demand, iPod, iPpad, Kindle, web Tv, annessi e connessi. Disconnettiamoci dal mondo, abbuiamo la tv, ripariamo nel nostro sicuro salotto e apriamo un libro: potrebbe essere l’idea vincente del futuro.
(Mi associo a tutti gli altri nel ringraziare Liquida per avermi permesso di partecipare e Gabriele per l’organizzazione e la disponibilità).
Sito web: http://contaminazioni.splinder.com/



Nessun commento
Trackbacks/Pingbacks